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Il BELLO, il GUSTO, PIACERE E NOVITA'

N’duja di Veveri, estrema periferia di Novara -di Loris Gobbo-

E’ la seconda volta che scrivo del “negozio” N’duja di Veveri, estrema periferia di Novara; le virgolette sul termine negozio sono di fatto obbligatorie. Possiamo definirlo minimarket con la vendita di specialità esclusivamente calabresi, possiamo chiamarlo bar per tutta la clientela che si riversa giornalmente per gustarsi un aperitivo. Per la cronaca se andate di sera abituatevi ai due turni, ma soprattutto telefonate per prenotare il tavolo. E’ praticamente impossibile trovare posto. Al mezzogiorno panini a gogò, anche se il panino ha il peso di un laterizio, ripieno di tutto quello che volete. Il tutto ad un prezzo veramente concorrenziale, con una qualità indiscutibile, ma questo scopritelo Voi. Il proprietario, Antonio Santagata, novello sposo è coadiuvato dalla novella moglie Paola, e dal fratello Lorenzo. Ma il motivo di questo articolo è la ricerca di una spiegazione sul perché del successo, ormai affermato e conclamato del locale. Cosa che credo siano molti i locali di Novara a chiedersi. E’ anche vero che ci sono stati tentativi d’imitazione, miseramente naufragati, con il ritorno alle due tartine, 3 pezzetti di pizza e due patatine stitiche, nella migliore delle ipotesi.

Analizziamo più nel dettaglio il “fenomeno” negozio/bar/ chiamatelo come volete, N’duja. La mia opinione? La colpa è tutta di Antonio, della sua fermezza, della sua testardaggine, del come impone le sue leggi alla clientela. La colpa è della ricerca costante di eccellenze calabresi, la colpa è della sua simpatia, della sua educazione e del rispetto nei confronti della clientela. Però non rompetegli i gioielli, abituatevi al suo modo di fare e non arrabbiatevi se non trovate posto.

Altro fattore strano di questo locale: la location. Illogica e al di fuori di qualsiasi analisi di marketing, eppure lavora, alla faccia di tanti pseudo locali di lusso.

Normalmente un locale quando apre fa il boom, se ha qualche novità inizia a fare tendenza e lavora; tempo qualche mese si assiste ad un calo verticale della clientela. Questo non è successo alla N’duja, anzi continua a fare tendenza, e la clientela non è diminuita anzi. E sto scrivendo di clientela non del quartiere, ma di tutta Novara, clienti che preferiscono i prodotti calabresi a quelli stellati che si servono in piazza Martiri. Alla fine non so trovare spiegazione, trovo il locale bello e ben fatto, nulla di particolarmente lussuoso, ma si tratta di un locale che evidentemente è entrato nel cuore dei Novaresi, magari anche importati, ma si tratta di persone che non sono stupide che cercano prodotti di qualità, e li trovano. Poi quando l’aperitivo viene servito con tutto quel ben di Dio, gli occhi si sgranano, la mascella cade, o meglio comincia a muoversi su e giù. Unico difetto, quel maledetto vino che si tracanna con molto amore. Occhio alla patente .

Concludendo: Antonio Santagata è l’anima del locale, è un professionista serio, ha le idee molto chiare su come gestirlo, anche se sono completamente al di fuori della normalità del mercato. Ben vengano personaggi come Lui.

 

Loris Gobbo

 

 

 

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