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Il BELLO, il GUSTO, PIACERE E NOVITA'

La pizzeria “Etica” che espone una mucca imbalsamata. – Il Grillo Bastardo-.

COMMENTI E DISQUISIZIONI sull’utilizzo ipocrita del termine “etica”

 

I gestori italiani di una pizzeria di Adelaide, in Australia, hanno avuto l’idea di esporre una mucca imbalsamata nel loro locale. L’animale è stato appeso al soffitto per le zampe, proprio come accade quando questi splendidi animali finiscono al macello.  La foto è poi stata postata su Instagram.  In breve tempo sono scoppiate le polemiche e le proteste degli animalisti sconvolti dalla vista di una mucca morta esposta con tanta crudeltà. Come se facesse parte dell’arredamento.  Complimenti, veramente un tocco di classe, perché non dicono che la mucca morta serve solo per far aumentare la clientela, e fare in modo che il locale diventi di tendenza? Ovviamente il nome del ristorante, che si chiama “Etica Pizza”, è stato considerato un’aggravante. Come è possibile, si sono chiesti in molti, accostare questa parola a una scelta che pare dimostrare esattamente l’opposto?

Col montare delle polemiche, a livello internazionale (la notizia è stata raccontata anche dalla Bbc) i ristoratori si sono trovati costretti a spiegare la loro scelta. “Lo abbiamo fatto per far riflettere clienti e gli avventori su cosa c’è dietro quello che mangiano –   hanno spiegato da “Etica Pizza”.  “Che cosa significa etica?  – hanno quindi aggiunto – È un termine soggettivo basato sulla morale individuale. Per noi significa promuovere il benessere degli animale. Ciò significa che noi ci impegniamo per selezionare prodotti provenienti da aziende agricole con i più elevati standard di benessere. E su questo non accettiamo compromessi”. Quello che segue sono una sequela di cazzate.

E ancora:  “Invitiamo i nostri consumatori a capire l’origine del loro cibo per prendere una decisione consapevole su quello che mangiano. L’esposizione di  Schvitzy, come era affettuosamente conosciuta questa mucca, ha proprio questo scopo. Non è stata appesa per decorazione. L’installazione ha una missione: mira a mostrare cosa c’è dietro il consumo di prodotti lattiero-caseari“. Ah, ma si tratta di una pizzeria cui non vengono forniti derivati animali? Penseranno molti. In realtà, no. Probabilmente sbaglio io. “Schvitzy aveva otto anni. L’abbiamo macellata nell’azienda dove era sempre vissuta. La sua carne è stata mangiata e la sua pelle è stata usata per la nostra installazione”, spiegano con tranquillità da “Etica Pizza”  e concludono: “Siamo tutti in diverse fasi del nostro cammino morale. Probabilmente si tratta di una conferma dell’ ETICA DELLA VIRTU’, la quale si basa su disposizioni del carattere quali virtù morali. Le virtù sono quelle disposizioni che maggiormente contribuiscono al bene o al benessere personale; (la virtù cardinale qui è il bene personale) , o utilitarismo del tratto: le virtù sono quei tratti di carattere che maggiormente promuovono il bene generale e in questo caso la virtù cardinale è la benevolenza. Qui il bene generale si fonde perfettamente con quello personale.

Ed è facile criticare l’etica degli altri quando non si allinea alla nostra: noi riteniamo che sia molto più importante fare una scelta informata piuttosto che adottare un’ideologia che non si comprende completamente”.

HO PREMESSO DI NON ESSERE VEGANO, mi piace la carne, mi piacciono pesci e latticini, non rinnego minimamente le mie idee, e mangio volentieri frutta e verdura, ma in un posto come ETICA PIZZA non ci metterei mai piede, trovo il tutto estremamente volgare e vomitevole, i concetti espressi sono ipocrisia allo stato puro, non parliamo di Etica per favore, ma semplicemente di ricerca per ottenere un maggior guadagno, con un’operazione mediatica che purtroppo sembra funzionare.

Come hanno fatto notare molti osservatori,  la scelta di “Etica Pizza” è così contraddittoria che diventa incomprensibile. Sempre più persone, non potendo negare la sofferenza e la morte che sono conseguenza del mangiare carne e consumare derivati animali (“Comprendiamo che non esiste un modo etico per uccidere un animale”, scrivono ad esempio i ristoratori di “Etica Pizza”), provano a trovare una via di mezzo e di “compromesso” che talvolta porta a paradossi come questo. Ma è anche vero che tutti dobbiamo fare i conti con le nostre contraddizioni (anche chi ha scelto una vita il più possibile “cruelty free” ne ha, ovviamente). E spesso è proprio dal corto circuito di una certezza che nasce il cambiamento.

E allora speriamo che la morte di Schvitzy  che sia servita almeno a far riflettere qualcuno

Conclusioni del Grillo Bastardo

Sequela di cazzate e ipocrisie, potevano cercare una mummia e appenderla al posto di Schvitzy.


 

IL GRILLO BASTARDO

 

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